Orto2.0 – Coltiva il tuo orto digitalmente

La Cooperativa

Orto 2.0 è una cooperativa agricola guidata da un gruppo di giovani talentuosi. “L’idea nasce tra i banchi dell’Università di Tor Vergata: grazie al percorso di incubazione di Confcooperative Roma “CoopUp” e a Node, decidono di mettere in piedi il loro modello di business chiamato Orto 2.0. Il loro obiettivo era quello di cambiare le logiche di mercato tradizionali, ridisegnando la filiera e fondendo la figura di produttore e quella del consumatore.

Obiettivo e progetto

Orto 2.0 si è affidata all’esperienza e alle competenze di Node per la progettazione, sviluppo e creazione di una piattaforma web ad hoc e una relativa app mobile: un servizio di “coltivazione digitale” attraverso il quale è possibile monitorare e gestire un orto reale, pur non avendo lo spazio, tempo e competenze, contribuendo a rendere trasparente il processo di produzione e vendita di prodotti biologici, rivalutando gli spazi urbani inutilizzati e ridisegnando le logiche del mercato agricolo.

Ogni utente può costruire, monitorare e gestire le proprie coltivazioni. Può simulare la semina inviando le istruzioni al backoffice di gestione e alle persone che si occuperanno di coltivare l’orto, nonché monitorare lo stato di crescita delle piante via webcam, ricevere le notifiche di avanzamento ed effettuare il raccolto. Viene simulato l’effetto della vicinanza tra le piante in modo tale da proporre soluzioni ottimali per la coltivazione delle stesse.

Infine, sull’app è prevista una funzione per ritirare i prodotti del proprio orto, pianificando la consegna a domicilio o prendendo appuntamento per il ritiro, tutto attraverso un click.
Gli ultimi aggiornamenti sul progetto stanno prevendo un miglioramento sia dal punto di vista dell’esperienza dell’utente e sia dell’interfaccia.

Risultati raggiunti

Attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali è stato così possibile creare un ponte tra i prodotti Bio e le persone che vivono in città, evidenziando il legame profondo tra innovazione e sostenibilità. Il progetto ha reso possibile la generazione di spazi peri-urbani inutilizzati favorendo lo sviluppo delle biodiversità.

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